venerdì 27 gennaio 2006

Paolo Fresu Quintet'

Paolo Fresu Quintet
Si terrà stasera alle ore 21.30, presso Maison Musique, in via Rosta 23 a Rivoli (To), il concerto di 'Paolo Fresu Quintet'. A un anno dalla pubblicazione di Kosmopolites, il mitico Paolo Fresu Quintet e la Blue Note presentano l'album P.A.R.T.E. (acronimo formato dalla iniziale dei nomi dei componenti del quintetto) caratterizzato da una sofisticata ricerca melodica e da una intensità interpretativa che, anche se universalmente riconosciuta, non finisce mai di sorprendere. Un quintetto fortemente consolidato, grazie a un sodalizio più che ventennale, che è universalmente riconosciuto come uno dei migliori della scena jazz mondiale. Un disco raffinato ed elegante com'è nella tradizione del Paolo Fresu Quintet, capace di ricalcare, con estrema intelligenza, i migliori omaggi alla grande storia di una delle etichette discografiche di riferimento del mondo del jazz. Il gruppo è formato da Paolo Fresu (tromba), Roberto Cipelli (pianoforte), Ettore Fioravanti (batteria) Tino Tracanna (sassofoni) e Attilio Zanchi (contrabbasso). Info: tel +39 011 9561782 fax +39 011 9554546 e-mail: info@maisonmusique.it; MaisonMusique

venerdì 5 agosto 2005

Paolo Fresu & Furio Di Castri - Ospedaletti 5 Agosto 2005

Uno dei 5 concerti più belli mai visti. Grazie!



Come un racconto chiamato Jazz

lunedì 7 marzo 2005

lunedì 31 gennaio 2005

Howe Gelb Giant Sand @ Cafè Procope

Il video non è quello del concerto ma è girato a Torino 6 anni dopo

venerdì 12 novembre 2004

Ani Di Franco a Venaria

supporter Gail Ann Dorsey 


venerdì 2 luglio 2004

Yes & PFM 2 LUGLIO 2004 Voghera

Irritanti! Wakeman ha parlato col roadie tutto il concerto incurante del pubblico e della musica. Meglio la PFM!


sabato 21 giugno 2003

King Crimson 21 Giugno 2003 in Genova

Uno dei 5 concerti più belli che abbia mai visto!


ne hanno fatto anche un bootleg ufficiale clicca qui



lunedì 24 marzo 2003

21st Century Schizoid Band

Sceso in pantofole alla discoteca Faster in piazza Guala a vedere:
Recensione tratta da :

  • Francamente non speravo di riuscire a rivedere la 21st Century Schizoid Band a soli sei mesi di distanza dalla prima occasione, ed invece il breve tour Europeo della band ha toccato anche Torino, anche se la sede dell’evento non era secondo me all’altezza della situazione : la cornice stavolta non era un teatro dall’ottima resa acustica come la celebre Fairfield Hall di Croydon, ma una discoteca della periferia operaia Torinese. Sorvoliamo sull’alto prezzo del biglietto (il più caro tra tutte le date Italiane) e sul caro-consumazioni e caro-guardaroba (quanto cazzo deve costare una serata di divertimento in una città in crisi?), ma se non altro uno che va ad assistere ad un concerto avrebbe almeno il diritto di non essere affumicato dall’altrui fumo di sigaretta, mentre già diverso tempo prima dell’inizio il locale era invaso da una spessa coltre di fumo stagnante. A sbriciolare completamente gli attributi ha provveduto oltre un’ora di musica di “sottofondo” sparata senza tregua dal PA system, e riproducente i peggiori Yes in versione metallica periodo Trevor Rabin. Cosicchè l’ingresso on stage dei cinque componenti della band è stato una vera e propria liberazione : nonostante alcuni inconvenienti tecnici che causano una falsa partenza, la band rompe gli indugi con Pictures Of A City, guidata possentemente dall’unisono di chitarra e due saxes. Difficile non rimanere fulminati da questo classico che ebbe la sola sfortuna di essere incluso nell’album più frammentato di King Crimson, realizzato da una formazione ormai disciolta che divergeva in più direzioni. Da quello stesso album è tratto anche il secondo pezzo in scaletta, quella Cat Food che a distanza di anni può essere vista come un primordiale inno anticonsumista : Ian McDonald si sforza di riprodurre le parti di piano con le quali Keith Tippett caratterizzò questo pezzo, che Jakko suona e canta in maniera impeccabile. Dopo una presentazione in un Italiano tutto sommato accettabile da parte dello stesso Jakko, con tanto di foglietto alla Phil Collins, viene eseguita Let There Be Light dall’album Drivers Eyes di Ian McDonald, al quale segue uno strumentale dai caratteri jazzati che a tratti rievoca alcuni passaggi dagli albums del chitarrista Kingdom Of Dust e Mustard Gas And Roses. La porzione finale del pezzo ha messo in risalto il drumming muscolare ma non privo di tecnica di Ian Wallace, che si è prodotto in una serie di rullate di qualità decisamente superiore a quella dei suoi ingenui e prolungati solos di batteria dispensati nel corso dei tour di Crimso del 1971 e 1972. E’ quindi il momento di In The Court Of The Crimson King, con i suoi cori a quattro voci, il respiro del mellotron e l’indimenticabile solo di flauto di Ian McDonald che riscaldano i cuori dei presenti : le allegorie di Sinfield possono forse suonare oggi un po datate, ma francamente chi può dire di non averle ascoltate con sommo piacere? La macchina del tempo ci porta ora in avanti di ben quattro albums, alle delicate melodie di Formentera Lady, ma stasera a differenza di quanto accaduto a Croydon l’entusiasmante crescendo del pezzo non viene troncato ma sfocia nell’incredibile The Sailor’s Tale : ho sperato vivamente che con l’ingresso di Wallace nel line up questo strumentale che figura tra i miei preferiti in assoluto venisse incluso nel set, ed il lavoro introduttivo sulla campana del piatto ha puntualmente annunciato che il mio desiderio si stava tramutando in realtà. Addirittura incredibile la cura e fedeltà con cui Jakko ha riprodotto tutte le parti di chitarra che Fripp incise nella album version (anche se la versione migliore di questo pezzo rimane secondo me quella inclusa in Earthbound). Peccato che la tensione creata da the Sailor’s Tale lasci il posto ad un pezzo insulso come If I Was, altro estratto dall’album solista di McDonald per di più rovinato da una prima parte nel corso della quale è totalmente sparita la voce dello stesso autore. Francamente non capisco perché al posto di If I Was non è stato incluso qualche pezzo dalla discografia di Jakko o quantomeno dall’album di McDonald & Giles, come era stato nel corso del tour precedente quando venne eseguita Tomorrow’s People. Si rientra nei binari con Ladies Of The Road, occasione giusta per un adeguato sfogo di Mel Collins al sax che si diverte con un prolungato solo, imitato in seguito da McDonald che nella successiva I Talk To The Wind si produce nel suo leggendario solo di flauto. Anche stavolta chiude il set Epitaph, forse il maggiore affresco delle visioni apocalittiche di Sinfield : fa un certo effetto, oggi, fare un confronto tra la concezione che il paroliere aveva della band e l’attuale risultato degli sviluppi perseguiti da Fripp, evidente prova che la partnership non poteva durare più a lungo di quanto è durata. L’impeccabile esecuzione di Epitaph ha lasciato il posto alla standing ovation del rumoroso pubblico del locale (che differenza con il compostissimo pubblico Britannico), placata dal rientro in scena della band per un breve estratto strumentale da Birdman, unica concessione all’album di McDonald & Giles, e per una pirotecnica esecuzione di 21st Century Schizoid Man costellata da una impressionante serie di solos. Il lungo rumoreggiare del pubblico non ha purtroppo sortito altro effetto che l’indesiderato attacco dello stesso materiale degli Yes che ci aveva afflitto prima dell’inizio del concerto; l’opprimente cortina di fumo di sigaretta non consente di attendere l’uscita dei musicisti per il rito dell’incontro con il pubblico, affumicati dalla testa ai piedi si guadagna l’uscita. Detto per inciso, io a questo punto avrei volentieri intervistato la band, come no, ma i miei tentativi di mettere in piedi una collaborazione con il management della band sono andati a vuoto, frustrati da una lunga serie di silenzi e qualche risposta evasiva a seguito delle mie e-mails. Io, da parte mia, non ho più l’entusiasmo giovanile che tempo addietro mi spingeva a sfidare la calca e le gomitate nel costato per strappare qualche risposta alla band di turno (ricordo un’avventurosa intervista ad Aldo Tagliapietra totalmente improvvisata, condotta senza domande pronte, senza registratore e senza il materiale necessario per prendere appunti, trascritta un’ora più tardi davanti ad una birra in un locale nei pressi della stazione di Porta Nuova) e quindi senza la dovuta organizzazione non mi muovo più. Peccato che chi di dovere abbia risposto alle mie richieste chiedendo a sua volta informazioni sui contenuti di questo spazio, sul numero settimanale di visitatori e, come se non bastasse, anche qualche esempio di recensioni da me scritte, facendo in seguito perdere le proprie tracce. La cosa non mi ferisce, anche perché a trattamenti simili sto facendo il callo (vero signori della Virgin Italia, della Mescal, della Insideout e qualcun altro che ora mi sfugge?); cari signori, come disse tanti anni fa il grande Troisi in un famoso sketch de La Smorfia, “questa è una casa povera ma onesta!”. I miei affezionati lettori perdoneranno lo sfogo. 
     

sabato 27 luglio 2002

martedì 16 luglio 2002

mercoledì 1 agosto 2001

lunedì 9 luglio 2001

Neil Young - 9 luglio 2001, Piazza Duomo - Brescia



Neil Young and the Crazy Horse, Brescia, Piazza Duomo, 09 luglio 2001


Lunga e pesante è stata l’attesa del grande ritorno di Neil Young in Italia. I suoi concerti ci mancavano. Regalano emozioni. Sono famosi per l’energia, la passione e la bravura. Se poi ci mettete che in questa tournee, l’Eurotour ’01, è accompagnato dalla sua vecchia band: i Crazy Horse e che il gruppo d’ apertura sono i Black Crowes… come si faceva a stare a casa?!? Insomma le prospettive per una serata memorabile c’erano tutte. Arriviamo a Brescia e già si sente l’atmosfera pre concerto. Il pubblico che incontriamo è variegato: fans vecchi e giovani, famiglie, molte donne. Negli occhi di ognuno di loro si intravede la curiosità di scoprire cosa ci riserverà il grande Vecchio questa sera.

…………….. se la ruggine dorme… …………..
Entriamo nella piazza. E’ lunga e stretta. Il palco è lo stesso che ospiterà la performance di Bob Dylan domani sera. Notiamo subito una grave pecca dell’organizzazione: una volta entrati nell’area concerto non si può più uscire per nessun motivo. “Il biglietto è strappato!” ripetono i ragazzi dell staff. Ok, ma perchè, allora non avete allestito un punto di ristoro? Sono quasi le 20 e noi abbiamo fame e sete. Dopo il lavoro siamo corsi qui in mezzo al traffico e non abbiamo pensato di prepararci il classico zainetto con le provviste. Proviamo ad andare verso tutte le uscite, ma non c’è speranza…….
ci salva una simpatica famigliola al di là delle transenne, che, gentilmente va in un bar e compra dei panini per i nostri stomaci.
Intanto continua ad arrivare gente e ci rendiamo conto che se il palco fosse stato un pò più alto non sarebbe stato male. Iniziano i Black Crowes, sono in cinque con due coriste nere: una grande ora di  sano rock, con venature soul e rithymes ‘n’ blues, bravi. I Black Crowes lasciano il palco ringraziando e salutando il pubblico. Salgono i roadies a smontare gli strumenti e a preparare per Neil Young.

Guardando il palco, sulla sinistra, scorgiamo la sagoma di legno di un indiano e a fianco il vecchio organo a pompa. In alto, appeso ai tralicci del palco, un’altra sagoma che rappresenta un falco nello stile delle pitture degli indiani nordamericani. A cosa servirà? Invece sulla batteria di Ralph Molina notiamo la bandiera nera dei pirati col teschio, che siano pronti a salpare su un mare di musica?

Finalmente il grande momento arriva. Eccoli, prima i Crazy Horse, poi Neil Young con un cappello bianco da cow boy, che sia per nascondere la pelata? Si intuisce subito che il concerto andrà bene: la voce è calda e l’intesa fra lui e il gruppo è palpabile. L’acustica è ottima.
L’inizio, “Don’t cry no tears” e le altre, servono a scaldare l’atmosfera, a far ballare e cantare il pubblico. Dopo arriva una robusta versione di “Piece of crap”, e finalmente Neil Young saluta in inglese: «Come va? grazie per essere venuti qui stasera… E’ un magnifico posto questa piazza!». Entrano Pegi e Astrid Young che accompagneranno con le loro voci le canzoni “Hold you in my arms” e “Don’t say you love me”; anche loro due sembrano far parte integrante dei Crazy Horse. Siamo tutti ammaliati da questa straordinaria intesa, dalla passione e dall’energia che ci trasmettono. Finalmente Neil Young ci da un pò di tregua e prende la chitarra acustica e l’armonica a bocca, donandoci “Don’t let it bring you down” e “Pocahontas”. Cala un silenzio indescrivibile, solo la sua voce, l’armonica a bocca e la chitarra acustica toccata e arpeggiata. Neil Young lascia l’acustica e si avvicina all’organo a pompa e ci fa uno scherzetto: la toccata iniziale è di “Like a hurricane” e invece ci suona una emoziante “After the gold rush”. Poi ritornano i Crazy Horse, lui riprende la fedele Gibson e la galoppata musicale continua. Quando cominciano le prime note di “Hey Hey, My My” è una festa: applaudiamo, cantiamo e danziamo. “Like a hurricane” è lunga, con le divagazioni personali di Neil Young e dei Crazy Horse. Billy Talbot che percuote il basso e dall’alto è calato il falco che nasconde una tastiera suonata da Frank Sampedro. Ci danno un pò di respiro facendo una pausa di cinque minuti. Infine rientrano tutti, comprese Pegi e Astrid, per salutarci con due belle versioni di “Rockin’ in the free world” e “Powderfinger”. Infine ci ringraziano, Pegi e Neil fianco a fianco con gli altri.
L’impressione è stata che si divertano e che suonino come se fossero una garage band. Sono pochi i musicisti che salgono su un palco e trascinano, con le loro canzoni, senza effetti o coreografie il pubblico. Neil Young e i Crazy Horse ci sono sembrati in forma straordinaria, un intesa fortissima, La sua voce è proprio come nei dischi e pensare che è nato nel 1945! Neil Young, lui e la sua musica, nient’altro sembrava esistere nella Piazza Duomo di Brescia. Un concerto indimenticabile con dei musicisti che hanno regalato una serata emozionante ad un pubblico entusiasta. I giornalisti che erano nel backstage hanno scritto che in un angolo del palco c’era uno spettatore d’eccezione: Bob Dylan. Sembra che fosse pronto ad entrare con la chitarra a suonare con l’amico Neil, ma forse, anche lui ha pensato che il concerto fosse perfetto così.
La scaletta del concerto:
  1. Don’t Cry No Tears
  2. I’ve Been Waiting For You
  3. Love And Only Love
  4. Piece Of Crap
  5. Going Home
  6. Hold You In My Arms (*)
  7. Don’t Say You Love Me (*)
  8. From Hank To Hendrix
  9. Don’t Let It Bring You Down
  10. Pocahontas
  11. After The Goldrush
  12. Only Love Can Break Your Heart
  13. Gateway Of Love
  14. Standing In The Light Of Love
  15. Hey Hey, My My
  16. Sedan Delivery
  17. Like A Hurricane
  18. — breve pausa
  19. Rockin’ In The Free World (*)
  20. Powderfinger (*)
La band era formata da:
Neil Young – voce, chitarra, piano, pump organ
Frank Sampedro – chitarra, tastiera, cori
Billy Talbot – basso, cori
Ralph Molina – batteria, cori
(*) Pegi Young e Astrid Young – cori

sabato 7 luglio 2001

Nick Cave & The Bad Seeds at Parco della Pellerina, Torino 07/07/2001

Uno dei 5 concerti più belli che abbia mai visto!

mercoledì 20 giugno 2001

mercoledì 19 luglio 2000

domenica 9 luglio 2000

Steve Hackett - Vigevano 9 luglio 2000

nelle notizie sportive lo mettono!!!!!



Recensione 

venerdì 7 luglio 2000

Bruce Cockburn A Monforte D'Alba 07/07/2000

Un ricordo di un
Magnifico anfiteatro a Monforte per un 
Magnifico Artista che ha tenuto un
Magnifico ed indimenticabile  Concerto 

foto non mia ma trovata su Indernette

sabato 30 ottobre 1999

martedì 20 luglio 1999

La Crus

non un grande concerto... anzi....

venerdì 18 giugno 1999

sabato 18 luglio 1998

David Crosby & CPR Pistoia Blues 1998

Set list:
1) Morrison 
2) Triad 
3) Thousand roads 
4) One for every moment 
5) Little Blind Fish 
6) Homeward through the haze 
7) It's all coming back to me now 
8) Delta 
9) Somebody else's town 
10) Ohio (w/Graham Nash) 
11) Deja Vu (w/Graham Nash) 
12) Almost cut my hair (w/Graham Nash)

mercoledì 1 luglio 1998

David Byrne, «Pellerossa» a Collegno

non mi ricordo se la sera dopo sono anche andato a sentire Sinead 'O Connor ma mi sembra di no...


venerdì 14 novembre 1997

giovedì 16 ottobre 1997

I CSI al Salone della Musica

La musica più di mmerda che abbia mai sentito.... ero lì per lavoro.

sabato 13 luglio 1996

venerdì 23 giugno 1995

Jorma Kaukonen alla Pellerina

ovviamente non il video del concerto........

lunedì 27 settembre 1993

giovedì 15 luglio 1993

Neil Young - 15 luglio 1993, Forum Assago, Milano


Booker T & The MG's
Neil Young - vocals, guitar, harmonica, piano
Booker T. Jones - organ, synthesizer, vocals
Steve Cropper - guitar
Donald Duck Dunn - bass
Jim Keltner - drums
Astrid Young - backup vocals
Annie Stocking - backup vocals


07-15-1993, Forum Assago, Milano, Italy
w/ Booker T and The MG's

Mr. Soul / The Loner / Southern Man / Helpless / Like A Hurricane / Motorcycle Mama / Love To Burn / Separate Ways / Change Your Mind / Powderfinger / Only Love Can Break Your Heart / Harvest Moon / The Needle And The Damage Done / Live To Ride / Down By The River / Rockin' In The Free World / All Along The Watchtower

martedì 4 febbraio 1992

Crosby Stills Nash 04/02/92 - Palatrussardi, Milano

La mia prima volta.......







Quattromila spettatori a cantare in coro "Suite: Judy blue eyes" assieme a Crosby, Stills, Nash ieri sera al Palatrussardi di Milano: il momento piu' intenso di un mirabile concerto acustico di sole chitarre e voci proposto da tre miti del country nell' ambito di un minitour europeo che, cominciato sabato scorso a Londra, si conclude gia' oggi al Teatro Tendastrisce di Roma. Attraverso una serie di classici del loro repertorio come "Black bird", "Marrakesh express", "Long time gone", "Our house", Crosby, Stills e Nash sono riusciti, nonostante la vastita' del locale e l' essenzialita' della strumentazione, a confermare quella classe vocale calda e piena che ne fa dei capiscuola tuttora in servizio attivo. E stato un crescendo di entusiasmo: in platea soprattutto quarantenni, nelle tribune parecchi giovani. In mattinata i tre avevano incontrato la stampa. Simpatici e spiritosi hanno spiegato i perche' di questa nuova avventura musicale che probabilmente riprendera' in autunno con una band piu' ampia: "Non sono ne' i soldi ne' la fama a tenerci insieme, ma solo l' amore per la musica". . Che differenze ci sono fra il mondo in cui avete cominciato negli anni 60 e quello attuale? "Il business della musica e' diventato piu' grande e nello stesso tempo piu' duro. Ma crediamo che ieri come oggi il mondo possa essere cambiato. Certo non e' facile, ma succede. Le facce dei giovani delle prime file sono le stesse di Woodstock: speranza e tensione verso il nuovo e il meglio". . Paul McCartney sostiene che il repertorio dei Beatles non sarebbe mai nato senza l' aiuto della droga. E il vostro? Crosby: "Sono sicuro che la droga e' stata un ostacolo. Se non l' avessi assunta avrei fatto di piu' e di meglio". Nash: "Io fumavo marijuana. E questa mi dava una visone del mondo a trecentosessanta gradi, mentre i miei amici Hollies, il gruppo da cui provenivo, che erano alcolisti, avevano orizzonti molto piu' limitati. Oggi la marijuana mi e' indifferente". . Vi aspetta un futuro da solisti o da band? "Noi riusciamo a comunicare soprattutto in gruppo e continueremo cosi' . Il che non impedira' a Crosby di incidere un album con autorevoli approrti: Randy Crawford, Jackson Browne, Joni Mitchell, Neil Young". . C' e' possibilita' di ricongiungersi a Young? "Lavorare con lui? Se un giocoliere lancia in aria quattro bottiglie piene di nitroglicerina va tutto bene finche' una non cade a terra". Mario Luzzatto Fegiz

04/02/92  Palatrussardi, Milano
Set One: 
the lee shore, wasted on the way, wind on the water
Set Two: 
wasted on the way, military madness, the leeshore, you don't have to cry, blackbird, taken at all, deja vu, helplessly hoping,marrakesh express, long time gone, suite: judy blue eyes,
Set Three: 
critical mass-> wind on the water, a case of you, cathedral, delta, almost cut my hair, guinnevere, love the one you're with, for hat it's worth, southern cross, wooden ships, our house, daylight again-> find the cost of freedom, teach your children,

lunedì 15 luglio 1991

venerdì 18 gennaio 1991

venerdì 14 luglio 1989

Miles Davis - Perugia - Umbria Jazz Giardini Del Frontone 1989



MILES DAVIS(tp, keyb),
KENNY GARRETT(as),
KEI AKAGI(synth),
ADAM HOLZMAN(synth)
JOE "FOLEY" McCREARY(g)
BENNY RIETVELD(el-b), 

RICKY WELLMAN(d), 
MONYUNGO JACKSON(perc)

sabato 1 luglio 1989

Carmen Mc Rae Umbria Jazz 1989


CARMEN MC RAE, vocal 
ERIC "FATS" GUNNISON, 
piano
MARK SIMON, 
bass
MARK PULICE, 
drums

mercoledì 1 luglio 1987

Genesis a Leeds - Invisible Touch Tour a Roundhay Park



 La mia maglietta del concerto che mi hanno fregato in una guest house in australia poco tempo dopo



U2 a Leeds all' Elland Road Stadium The Joshua Tree Tour


Uno dei 5 concerti più belli che abbia mai visto.


Setlist:

Stand By Me
C'mon Everybody
I Will Follow
Trip Through Your Wires
I Still Haven't Found What I'm Looking For / Exodus (snippet)
MLK
The Unforgettable Fire
Sunday Bloody Sunday
Exit / Van Morrison's Gloria (snippet)
In God's Country
The Electric Co. / Break On Through (snippet)
Help
Bad / Norwegian Wood (snippet) / Walk On The Wild Side (snippet) / Ruby Tuesday (snippet) /Sympathy For The Devil (snippet)
October
New Year's Day
Pride (In The Name Of Love)

encore(s):
Bullet The Blue Sky
Running To Stand Still
With Or Without You / Shine Like Stars (snippet) / Love Will Tear Us Apart (snippet)
Party Girl
40



Support Acts: The Fall, The Mission, The Pretenders

venerdì 26 giugno 1987

Peter Gabriel - Londra Earl's Court

Non è il video di Earl's Court ma la tournèe è la stessa